{"id":2369,"date":"2020-04-30T23:52:35","date_gmt":"2020-04-30T21:52:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.confcommerciopavia.it\/?p=2369"},"modified":"2020-05-01T22:29:41","modified_gmt":"2020-05-01T20:29:41","slug":"fipe-audizione-del-direttore-generale-roberto-calugi-in-parlamento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.confcommerciopavia.it\/?p=2369","title":{"rendered":"#Fipe audizione del Direttore Generale Roberto Calugi in Parlamento"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">&#8220;Ristorazione al collasso, le misure messe in campo non sono adeguate&#8221;<\/p>\n<p><strong>Sintesi dell&#8217;intervento<\/strong><\/p>\n<p>Desidero ringraziare per l\u2019invito rivolto alla Federazione Italiana Pubblici Esercizi ad essere audita in merito al decreto legge dell\u20198 aprile n. 23, cosiddetto Decreto \u201cLiquidit\u00e0\u201d. Mi scuso con tutti voi in anticipo se il mio tono di voce potr\u00e0 in alcuni passaggi tradire emozione, nervosismo o addirittura rabbia, ma il settore che mi onoro di rappresentare, quello dei Pubblici Esercizi &#8211; bar, ristoranti, ristorazione commerciale e collettiva, catering, discoteche, stabilimenti balneari &#8211; \u00e8 letteralmente al collasso, colpito pi\u00f9 di ogni altro settore dalla crisi economica dovuta alla pandemia Covid-19 e dalla inefficacia dei provvedimenti sin qui adottati dalla politica.<br \/>\nPer questo utilizzer\u00f2 i 20 minuti che mi sono stati concessi prima delle domande, per riportare in breve lo stato di crisi profonda in cui si trova il settore e le richieste emendative al testo normativo in esame. Il settore dei Pubblici Esercizi \u201cante virus\u201d, nel 2019 ha registrato un giro di affari vicino ai 90 miliardi di euro, con oltre 300.000 imprese attive ed un milione e duecentomila addetti occupati. Un settore in crescita costante nel corso degli ultimi anni, anche nei periodi pi\u00f9 difficili della congiuntura economica, e terminale fondamentale della filiera agroalimentare italiana con pi\u00f9 di 20 miliardi di euro di prodotti agricoli acquistati ogni anno.<\/p>\n<div id=\"MNZInRead\">\n<div id=\"div-gpt-ad-Bottom\" data-google-query-id=\"CPXE5vCXjukCFc_KuwgdadYF8g\">\n<div id=\"google_ads_iframe_\/35012960\/mrepubblica.it\/Sapori-newDetail\/Bottom_0__container__\"><iframe id=\"google_ads_iframe_\/35012960\/mrepubblica.it\/Sapori-newDetail\/Bottom_0\" title=\"3rd party ad content\" name=\"google_ads_iframe_\/35012960\/mrepubblica.it\/Sapori-newDetail\/Bottom_0\" width=\"1\" height=\"1\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\" data-google-container-id=\"6\" data-load-complete=\"true\" data-integralas-id-19f49064-5f9c-ad51-76ce-56b2f0c1dcbf=\"\" data-mce-fragment=\"1\"><\/iframe>Il settore \u00e8 stato particolarmente colpito dalla crisi economica dovuta alla pandemia da Covid -19. La decisione, per noi incomprensibile, di posticiparne l\u2019apertura, al primo giugno dei locali di somministrazione di alimenti e bevande, ha ulteriormente penalizzato il comparto. La stima delle perdite generali \u00e8 pari a 34 miliardi di euro. Rischiano di fallire 50.000 imprese generando perdita di posti di lavoro fino a 350.000 unit\u00e0.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>Questi numeri sono persone, famiglie, collaboratori, fornitori e testimoniano storie di reale disperazione di imprenditori che si sentono letteralmente abbandonati dalle Istituzioni, in balia di normative complesse e a volte sovrapposte, con la prospettiva di veder vanificati in poche settimane i sacrifici di un\u2019intera vita.<br \/>\nL\u2019apertura al primo di giugno \u00e8 particolarmente penalizzante ed ingiustificata.<\/p>\n<p>Non si comprende come mai i Pubblici Esercizi che vengono classificati dall\u2019Inail a basso rischio, debbano riaprire per ultimi. E\u2019 evidente un gap di comprensione delle dinamiche economiche sottese a questa tipologia di azienda. Inoltre se, ormai, \u00e8 purtroppo chiaro quando riapriremo, nulla sappiamo rispetto a reali contributi economici per permettere alle nostre realt\u00e0 di sopravvivere e ripartire.<\/p>\n<p>Ad oggi non esiste alcuna indicazione chiara rispetto alle modalit\u00e0 che verranno richieste. Si \u00e8 parlato di plexiglass, di due o pi\u00f9 metri di distanza, di tute, occhiali protettivi, guanti, di sanificazioni pi\u00f9 o meno certificate, di spazi minimi vitali e ovviamente di mascherine. Le aziende sono state lasciate nella confusione pi\u00f9 totale, alla quale ha contribuito un\u2019imbarazzante complessit\u00e0 normativa fra Stato centrale e Amministrazioni regionali.<br \/>\nNon sfuggir\u00e0 che individuare i vincoli operativi che dovranno essere adottati dalle imprese nella fase di riapertura, \u00e8 decisivo per comprendere i possibili i parametri di redditivit\u00e0 delle stesse. E\u2019 verosimile, soprattutto nella fase intermedia, che la gestione sar\u00e0in perdita, antieconomica, rendendo necessario un supporto pubblico per evitare ulteriori fallimenti.<\/p>\n<p>Dovendo giudicare i provvedimenti adottati dal Governo in questi due mesi di emergenza, spiace dover sottolineare con forza l\u2019inadeguatezza degli stessi, che hanno sin qui avuto scarsi effetti sulla vita reale delle imprese. Le risorse degli ammortizzatori sociali non sono arrivate, le misure dell\u2019accesso al credito, previste in particolare agli artt. 1 e 13 del Decreto Legge \u201cLiquidit\u00e0\u201d oggi in esame, stentano a decollare.<\/p>\n<p>Oggi, dopo 2 mesi dall\u2019inizio dell\u2019epidemia e a 40 giorni dall\u2019approvazione del Decreto, ci risulta che il Fondo Sostegno al Reddito non abbia ancora erogato alcuna risorsa ai lavoratori. Poco meglio per le casse in deroga, grazie alle attivit\u00e0 con le Regioni, dove 4.000 posizioni sono state erogate in tutti i settori produttivi. Questo \u00e8 del tutto inaccettabile.<\/p>\n<p>Relativamente ad altre disposizioni, si \u00e8 previsto uno spostamento di varie scadenze fiscali, senza intervenire sull\u2019ammontare delle stesse. Un primo intervento \u00e8 stato fatto sulle locazioni commerciali, limitandosi ad un credito di imposta al 60% per il solo mese di marzo, per la sola categoria catastale C1.<br \/>\nRispetto al Decreto Legge \u201cLiquidit\u00e0\u201d oggi in esame, abbiamo registrato diverse difficolt\u00e0 di accesso alle misure previste agli articoli 1 e 13. In particolare lasciamo alla vostra valutazione i risultati di un\u2019analisi, svolta nella giornata di ieri, nei confronti di 780 imprese, nella quale emergono con chiarezza i limiti che lo strumento delle garanzie Statali, presentato come una sorta di liquidit\u00e0 garantita per tutti, sta invece registrando.<\/p>\n<p>In sintesi riporto qualche dato del sondaggio: il 44% delle imprese lamenta difficolt\u00e0 nella presentazione della domanda, il 53% ha dovuto produrre maggiore documentazione alla banca e il 98,6% delle imprese NON ha ancora ricevuto l\u2019erogazione. Significativo che di questo 98,6% che non ha ancora ricevuto alcun finanziamento, la banca dica al 36,3% che la ricever\u00e0 fra almeno 4 settimane, mentre ad un altro 27,4% non prima di altre 3.<br \/>\nE\u2019 evidente che puntare tutto sul credito garantito dallo Stato utilizzando il canale bancario, anch\u2019esso sotto stress per mancanza di personale ed un vertiginoso incremento di lavoro dovuto alle moratorie, non abbia funzionato.<br \/>\nIn merito al provvedimento, appare assolutamente insufficiente l\u2019inserimento del limite dei 25.000 euro fissato per l\u2019erogazione massima consentita con la garanzia dello Stato al 100%. Un limite eccessivamente basso, che in una qualsiasi azienda dei Pubblici Esercizi \u00e8 ininfluente a finanziare una qualsiasi ipotesi di ripartenza.<\/p>\n<p>Inoltre aver limitato la garanzia dello Stato al 90% per gli importi fino a 800.000 euro, per altro solo per le imprese con un limite a 3.200.000 euro, rende la verifica del merito del credito un obbligo da parte degli Istituti di credito, ai sensi della normativa di vigilanza imposta dalla Banca Centrale. La garanzia accessoria dei Confidi che permetterebbe di raggiungere il 100% comporta necessariamente un\u2019istruttoria ulteriore. Altre verifiche, altri passaggi, altro tempo, che purtroppo i nostri imprenditori non hanno a disposizione. Se veramente si vuole iniettare liquidit\u00e0 massiccia, va tolto il limite dei 3.200.000 milioni di euro e va estesa anche a questo segmento la garanzia al 100% dello Stato.<br \/>\nLe condizioni di maturit\u00e0 del credito, 24 mesi di preammortamenti e altri 4 di rimborso, inoltre, appaiono stringenti e non adeguate al momento di eccezionalita? che la situazione rappresenta. Si ritiene opportuna una \u201cmaturity\u201d di 20 anni per permettere a chi ha contratto il debito di poterlo spalmare su un lasso di tempo accettabile.<br \/>\nSu tutto si ribadisce che si sta parlando comunque di debito, che dovr\u00e0 essere remunerato e rimborsato e che si aggiunger\u00e0, aggravandolo, al fragile equilibrio economico delle nostre imprese che normalmente, soprattutto le realta? minori, sono sotto-patrimonializzate e vivono di cassa.<\/p>\n<p><strong>I problemi<\/strong><\/p>\n<p>In sintesi quindi:<br \/>\na. Gli ammortizzatori sociali non sono stati ancora erogati, comportando la necessit\u00e0, per molte aziende, di anticipare le risorse ai lavoratori;<br \/>\nb. L\u2019imposizione fiscale \u00e8 stata posticipata e sin qui non si \u00e8 intervenuti sull\u2019abbattimento dell\u2019ammontare dovuto;<br \/>\nc. Gli affitti sono stati trattati limitatamente al mese di marzo, con credito di imposta e nulla \u00e8 stato fatto ancora per gli altri mesi;<br \/>\nd. L\u2019accesso al credito previsto con il D.L. \u201cLiquidit\u00e0\u201d, almeno sin qui, si \u00e8 rivelato complicato e non all\u2019altezza degli annunci in termini di iniezione massiccia ed immediata di risorse;<br \/>\ne. Si tratta comunque di un finanziamento, oneroso, da rimborsare in un tempo limitato;<br \/>\nf. Inspiegabilmente si \u00e8 ritenuto, senza coinvolgere alcuna Associazione, di ritardare fino al primo giugno la ripresa almeno parziale delle attivit\u00e0;<br \/>\ng. Mancano ancora chiare informazioni sulle risorse che saranno messe a disposizione delle imprese e degli strumenti che potranno concretamente essere messi a disposizione;<br \/>\nh. Non sono pervenute modalit\u00e0 chiare dei requisiti necessari da rispettare per la \u201cfase 2\u201d, mentre per alcuni settori, come l\u2019intrattenimento, manca addirittura una prospettiva credibile di riapertura.<\/p>\n<p><strong>Le proposte<\/strong><\/p>\n<p>Per questo, pur non essendo oggetto della conversione del DL n.23\/2020, riteniamo importante sottolineare con forza come sia urgente ed indifferibile dare seguito alle seguenti richieste della categoria:<br \/>\n\u2022 Contributi fondo perduto per i Pubblici Esercizi parametrate alla effettiva e documentata perdita di fatturato;<br \/>\n\u2022 Moratoria sugli affitti\/affitto ramo di azienda e sulle utenze: compensazione per il periodo di chiusura e per il periodo di ripartenza;<br \/>\n\u2022 Cancellazione pro quota dell\u2019imposizione fiscale, come Imu, Tari, tributi per la concessione del suolo pubblico e altre imposte fino alla fine del periodo di crisi pandemica;<br \/>\n\u2022 Prolungamento degli ammortizzatori sociali fino alla fine della pandemia e sgravi contributivi per mantenere i livelli occupazionali ;<br \/>\n\u2022 Deroga all\u2019occupazione di spazi all\u2019aperto per favorire il distanziamento sociale e permettere agli esercizi di lavorare;<br \/>\n\u2022 Un piano di riapertura con modalit\u00e0 certe e sostenibili, con il coinvolgimento degli operatori del settore.<\/p>\n<p>Fonte: La Repubblica del 29\/04\/2020<\/p>\n<p>https:\/\/www.repubblica.it\/sapori\/2020\/04\/29\/news\/crisi_economica_ristorazione_parlamento_discorso_direttore_generale_fipe_roberto_calugi-255155693\/<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Ristorazione al collasso, le misure messe in campo non sono adeguate&#8221; Sintesi dell&#8217;intervento Desidero ringraziare&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":2368,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[],"class_list":["post-2369","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.confcommerciopavia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2369","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.confcommerciopavia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.confcommerciopavia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.confcommerciopavia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.confcommerciopavia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2369"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.confcommerciopavia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2369\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2380,"href":"https:\/\/www.confcommerciopavia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2369\/revisions\/2380"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.confcommerciopavia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/2368"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.confcommerciopavia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2369"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.confcommerciopavia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2369"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.confcommerciopavia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2369"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}