Una chiave per riaprire le città: il 16 novembre a Palazzo Bottigella

Il 16 novembre a Palazzo Bottigella un incontro con i sindaci del territorio per trasformare la denuncia della chiusura dei negozi in un progetto condiviso di rilancio del commercio di prossimità. Al centro dell’iniziativa una chiave gigante e una proposta di protocollo d’intesa con le amministrazioni comunali.

Una chiave gigante per dare un volto concreto alla progressiva scomparsa dei negozi dai centri urbani. E, soprattutto, un protocollo d’intesa per trasformare la denuncia in un impegno condiviso, capace di restituire prospettive al commercio di prossimità e nuova vitalità alle città. È questo il duplice significato della mobilitazione nazionale «Viviamo le città – La Giornata delle Chiavi. Riapriamo le porte al commercio», promossa da Confcommercio, alla quale aderisce anche Confcommercio Pavia.

L’appuntamento è fissato per lunedì 16 novembre, alle ore 15, a Palazzo Bottigella, in corso Cavour 30 a Pavia, sede dell’associazione. Un momento di confronto che vedrà coinvolti i sindaci e gli assessori al Commercio di otto Comuni della provincia: Pavia, Vigevano, Voghera, Mortara, Broni, Stradella, Casteggio e Mede. L’incontro è organizzato da Confcommercio Pavia insieme alle proprie sedi territoriali, con l’obiettivo di mettere attorno allo stesso tavolo istituzioni e rappresentanze economiche per affrontare una questione che riguarda non soltanto il futuro delle imprese, ma la qualità della vita delle comunità.

La desertificazione commerciale è infatti un fenomeno che va ben oltre la semplice chiusura di un’attività. Ogni negozio che abbassa definitivamente la saracinesca lascia un vuoto che si ripercuote sull’intero tessuto urbano: diminuiscono i servizi di prossimità, si riducono le occasioni di incontro, si impoveriscono le strade e i quartieri e viene meno una parte importante dell’identità dei luoghi. Il commercio rappresenta un presidio economico e sociale, contribuisce alla vivibilità degli spazi pubblici e alla sicurezza dei centri cittadini, alimenta relazioni e mantiene vive le comunità.

«La desertificazione commerciale non è soltanto un problema delle imprese, ma riguarda il futuro stesso delle nostre città – dichiara Giovanni Merlino, presidente di Confcommercio Pavia –. Ogni saracinesca che si abbassa significa un servizio in meno, un luogo di incontro che scompare, una strada che perde vitalità. Il commercio di prossimità è parte dell’identità dei nostri centri urbani e rappresenta un presidio fondamentale di socialità, sicurezza e qualità della vita. Per questo abbiamo deciso di aderire con convinzione alla mobilitazione nazionale. Non possiamo limitarci a osservare quello che sta accadendo: dobbiamo creare le condizioni perché le nostre città tornino a essere luoghi nei quali investire, lavorare e costruire nuove opportunità».

Il momento simbolico della giornata sarà la consegna ai sindaci di una chiave gigante, scelta per rappresentare i negozi che hanno cessato la propria attività, le vetrine rimaste vuote e le opportunità economiche e occupazionali che il territorio ha progressivamente perduto. Un gesto di forte valore evocativo, che non intende essere un’accusa alle amministrazioni, ma un invito a riconoscere la portata del fenomeno e ad affrontarlo attraverso una strategia comune. Perché quella chiave, simbolo delle porte che si sono chiuse, possa diventare anche il segno di una nuova possibilità di apertura e ripartenza.

Accanto alla mobilitazione simbolica, Confcommercio Pavia porterà al tavolo una proposta di protocollo d’intesa da sottoporre alle amministrazioni comunali. L’obiettivo è avviare un percorso strutturato di collaborazione tra enti locali e rappresentanze economiche, individuando strumenti e iniziative per sostenere le attività esistenti, favorire nuove aperture, valorizzare gli spazi commerciali e promuovere la rigenerazione dei centri urbani.

«Consegneremo ai sindaci una chiave gigante perché vogliamo dare un’immagine concreta di quello che sta accadendo – aggiunge Merlino –. Quella chiave rappresenta i negozi che abbiamo perso, gli investimenti che non si sono realizzati, le opportunità di lavoro che sono venute meno. È un gesto di protesta, certamente, ma non vogliamo fermarci alla denuncia. Vogliamo trasformare un simbolo di chiusura in un impegno per la ripartenza. Una chiave può chiudere una porta, ma può anche aprirne una nuova».

La proposta di Confcommercio parte da una convinzione precisa: il commercio non può più essere considerato un elemento accessorio delle politiche urbane. La presenza di attività economiche diffuse e di qualità è una componente essenziale dell’attrattività di una città e richiede scelte amministrative capaci di creare condizioni favorevoli per chi fa impresa. Occorre quindi superare gli interventi isolati e costruire una visione nella quale le politiche commerciali si integrino con quelle urbanistiche, sociali e di valorizzazione del territorio.

La mobilitazione pavese si inserisce nel più ampio progetto nazionale «Cities – Città e Terziario: Innovazione, Economia, Socialità», dedicato al ruolo delle attività economiche nei processi di rigenerazione urbana. Un percorso che Confcommercio intende tradurre in azioni concrete anche a livello locale, valorizzando le specificità dei territori e promuovendo il dialogo tra pubblico e privato.

L’incontro del 16 novembre vuole dunque rappresentare un primo passo verso una responsabilità condivisa. Otto Comuni, insieme alle rappresentanze del commercio, sono chiamati a confrontarsi su un obiettivo comune: mantenere vivi i centri urbani, sostenere chi investe e lavora sul territorio e fare in modo che le vetrine oggi spente possano tornare ad accendersi.

Perché difendere il commercio di vicinato significa difendere molto più dei negozi: significa tutelare la vitalità delle città, le relazioni tra le persone, i servizi, il lavoro e il futuro delle comunità.